Le cavallette dei prati o cavallette dalle ali rosa (Calliptamus italicus) sono piccole cavallette di 2-4 cm di lunghezza da adulte, di colore bruno e caratterizzate da ali di colore rosa che si rendono particolarmente evidenti solo quando gli insetti, disturbati, effettuano brevi voli. Al momento, tra le numerose specie presenti nei nostri campi, sono le uniche ad avere creato problemi con le loro infestazioni.
Possibili danni
Le cavallette possono danneggiare le colture agricole e in particolare l'erba medica, diffusa nelle aree collinari e alimento preferito dalle forme giovanili.
Forti attacchi possono arrecare danni anche su orticole, vite e piante da frutto.
Se presenti in gran numero, possono essere fastidiose negli ambienti frequentati dalle persone, comunque non provocano alcun danno diretto agli esseri umani.
Situazione 2006
Queste cavallette, da sempre presenti sul nostro territorio regionale, sono in rapida espansione numerica negli ultimi anni.
Nel mese di giugno sono pervenute segnalazioni di presenze di cavallette nella maggior parte dei Comuni della collina bolognese.
Nel mese di luglio alcune cavallette adulte si sono spinte all'interno dei centri abitati, causando disagio psicologico nella popolazione.
Gli interventi di lotta sul territorio sono coordinati dall'Assessorato all'Agricoltura della Provincia di Bologna e dal Servizio Fitosanitario Regionale .
Situazione 2007
Le infestazioni di cavallette si sono ripresentate anche nel 2007 sul territorio provinciale, anche se in misura minore rispetto agli scorsi anni.
A partire dal mese di giugno sono pervenute segnalazioni della presenza di cavallette nella maggior parte dei Comuni della collina bolognese, ma non sono stati segnalati particolari danni alle colture. Le condizioni climatiche particolarmente avverse che hanno caratterizzato la fine del mese di maggio (piogge intense e basse temperature) possono avere condizionato negativamente la fuoriuscita dal terreno delle giovani cavallette.
Cosa si sta facendo
E' stato attivato un piano volto alla lotta e al contenimento delle cavallette, che ha coinvolto l'Assessorato Agricoltura della Provincia di Bologna, il Servizio Fitosanitario Regionale, il Centro Agricoltura Ambiente, i Comuni e le Comunità Montane interessate dai primi focolai.
Sono stati effettuati incontri informativi con la popolazione di questi Comuni e sono in corso monitoraggi mirati nelle aree infestate, con il coinvolgimento diretto di agricoltori e cittadini, finalizzati alla predisposizione di mappe di rischio utili a prevenire infestazioni future.
Sono state messe a punto nuove tecniche di lotta attraverso l'impiego di formulati insetticidi biologici, tecniche a basso impatto ambientale e impiego in aziende pilota di faraone, voraci predatori di cavallette.
Gli interventi di lotta compiuti sul territorio dei Comuni della Comunità Montana Valle del Samoggia, basati sull'impiego delle faraone nelle aree adiacenti le abitazioni agricole, hanno fornito buoni risultati e hanno ottenuto un generale consenso.
Consigli utili
La lotta alle cavallette va esercitata in campagna soprattutto in modo preventivo
Non è quasi mai necessario ricorrere a trattamenti chimici, ma è importante intervenire con mezzi meccanici e agronomici nei momenti in cui l'insetto è più vulnerabile per distruggere le uova e contenere la popolazione nell'anno successivo.
Intervenire quando le cavallette sono piccole, aggregate e nelle ore più fresche della giornata (quando sono poco mobili e reattive).
L'utilizzo su vasta scala di insetticidi chimici è
quasi sempre inopportuno e del tutto inutile sulle forme adulte
Interventi
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Prodotti chimici - a base di piretroide deltametrina, sono efficaci solo sulle giovani cavallette (neanidi), e nel breve periodo in cui queste vivono gregarie (maggio - giugno)
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Aspiratori (normalmente impiegati nella raccolta di foglie) da utilizzare in caso di forti concentrazioni di neanidi in luoghi facilmente accessibili in quanto eliminano un gran numero di esemplari in poco tempo.
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Reti utilizzabili negli orti in pieno campo per impedirne l'accesso alle cavallette
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Prodotti biologici E' utilizzabile un'esca, a base di spinosina, derivata dal metabolismo di fermentazione di un batterio attinomicete (Saccharopolyspora spinosa) rinvenuto nel suolo. La spinosina risulta tossica per le api mentre è ritenuta innocua per gli animali terrestri a sangue caldo e per gli altri insetti utili.
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Nemici naturali Alcuni microrganismi (funghi, batteri e protozoi) favoriti da elevata umidità e stagioni piovose, provocano infezioni letali. Piccoli mammiferi insettivori (ricci, topi e toporagni), gran parte dell'avifauna da cortile (faraone, anatre e tacchini) e numerosi uccelli selvatici (starne, fagiani, quaglie, allodole e rapaci - falco grillaio e poiana). Ancora più efficaci sono gli artropodi e tra questi i ragni e, soprattutto, gli insetti. Quest'anno è stata riscontrata un'elevata presenza di Coleotteri Meloidi, le cui larve predano attivamente le uova di cavallette nel terreno. Questi fattori di contenimento naturale, per quanto importanti, non sono sufficienti a ridurre in tempi brevi le pullulazioni di cavallette.
Nelle abitazioni, appare inefficace usare la lotta chimica o biologica su quei pochi esemplari che si avventurano all'interno delle case.