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Lo sai che...

Ogni tipologia merceologica ha un suo percorso, che lo porta a passare da rifiuto a nuova risorsa, attraverso il recupero industriale dei materiali riciclabili. Un esempio è il volume del Ministero dell'Ambiente La doppia vita delle cose, che raccoglie oggetti prodotti usando in larga parte, o completamente, materie ottenute dal riciclo di altri oggetti.

rifiuti organici (scarti da cucina, sfalci e potature, erba, piccoli pezzi di legno ecc.): il loro recupero consente di ricavare ottimi fertilizzanti/ammendanti da utilizzare in agricoltura e giardinaggio e lo stesso processo può essere fatto a casa utilizzando una semplice compostiera domestica

carta: carta e cartone sono facilmente riciclabili e riutilizzabili. Dal loro riciclo si possono ottenere, tra l'altro: cancelleria, carta per fotocopie, buste, cestini, scatole ecc.

plastica: è un materiale plasmabile, trasparente all'occorrenza, che consente molteplici applicazioni in tutti i settori. Dal suo riciclo si possono ottenere, tra l'altro: arredamento (urbano e domestico), cestini, giocattoli, abbigliamento, pannelli isolanti, cancelleria, pavimentazioni urbane, vasi ecc.

vetro: è un materiale facilmente riciclabile, e dalle molteplici applicazioni, sia industriale che domestiche. Ne esistono 3 tipi diversi (bianco, verde, rosso) e, per ottimizzarne il recupero, poichè il vetro bianco (quello più pregiato) può essere ottenuto solo utilizzando qualità dello stesso tipo in ingresso, sarebbero necessarie raccolte separate. Dal suo riciclo si possono ottenere, tra l'altro: bottiglie, contenitori vari ecc.

acciaio: ha caratterizzato il processo di industrializzazione dei tempi moderni con applicazioni in tutti i settori merceologici. Riciclabile all'infinito, mantiene inalterate le sue caratteristiche. Dal suo riciclo si possono ottenere, tra l'altro: badili, gabbiette per l'edilizia, carrelli per la spesa, secchi ecc.

alluminio: è un materiale giovane, elegante e leggero, che trova le sue principali applicazioni nell'edilizia, nello sport, negli imballaggi, nei trasporti e negli arredi. Riciclabile all'infinito, mantiene inalterate le sue caratteristiche e proprietà intrinsiche. Dal suo riciclo si possono ottenere, tra l'altro: bibiclette, caffettiere, termosifoni, cerchioni, rubinetteria, arredamento, faretti, arredamento, casalinghi ecc.

legno: è un materiale caldo e naturale, che ha visto il suo maggiore impiego nel settore dell'arredamento; è facilmente riciclabile. Dal suo riciclo si possono ottenere, tra l'altro: cassettiere, pallet, scrivanie,sedie ecc. Anche il sughero, materiale molto prezioso dotato di qualità notevoli (isolante, leggero, impermeabile inattaccabile da funghi batteri e tarli) è oggetto di riciclo e viene riutilizzato come materiale isolante sia termico che acustico

beni durevoli (RAEE): si intendono i televisori, gli elettrodomestici, i frigoriferi, le apparecchiature informatiche, i cellulari in disuso ecc., ossia tutti gli apparecchi che per funzionare necessitano di corrente elettrica, pile o batterie. Abbandonati nell'ambiente possono inquinare l'aria, l'acqua, il suolo e nuocere alla salute perché contengono sostanze pericolose e tossiche che devono essere separate e trattate. Pertanto devono essere raccolte in maniera differenziata nelle stazioni ecologiche.

rifiuti urbani ''pericolosi'': sono quei rifiuti che per ragioni sanitarie e ambientali devono essere raccolti a parte. Alcuni esempi:
  • farmaci: la componente più pericolosa è quella costituita dai principi attivi che se non smaltiti correttamente, in discarica possono dar luogo a emanazione tossiche, inquinare il percolato. La presenza di antibiotici nei rifiuti può favorire la selezione di ceppi di batteri più resistenti agli stessi antibiotici. Pertanto devono essere raccolte in maniera differenziata nei punti preposti
  • batterie: contengono mediamente il 60/65% di piombo, il 20/25% di acido solforico, e l'8/10% di materie plastiche. Questi componenti sono molto inquinanti se vengono dispersi nell'ambiente, perchè penetrano nel terreno avvelenando la vegetazione circostante, si mescolano alle acque di fiumi e torrenti e si disperdono nel pulviscolo atmosferico. Pertanto devono essere raccolti in maniera differenziata nelle stazioni ecologiche
  • olio minerale (oli lubrificanti nell'artigianato, nell'industria, negli autoveicoli): se disperso nell'ambiente provoca gravi danni; si pensi che 4 kg di olio versati in acqua possono inquinare una superficie grande come un campo da calcio, impedendone l'ossigenazione e provocando la morte di piante e animali. Pertanto devono essere raccolti in maniera differenziata nelle stazioni ecologiche
  • cartucce per stampanti: possono essere rigenerate; dopo essere state accuratamente pulite vengono riempite nuovamente di toner e riutilizzate.

Gli imballaggi
Gli imballaggi sono un problema particolare nella gestione globale dei rifiuti, perché nelle discariche occupano grandi spazi per peso e volume.
Si possono dividere in
  • primari (servono a contenere direttamente i materiali)
  • secondari (servono a presentare adeguatamente il prodotto)
  • terziari (servono per il trasporto).
In tutta Europa, compresa l'Italia, si è capito che il problema degli imballaggi è oggi il cuore del problema dei rifiuti; la tendenza quindi è la loro drastica riduzione. A tale scopo è stato varato un programma europeo, confermato anche dalla normativa nazionale, che ne vieta tra l'altro il conferimento in discarica. In Germania per esempio le quantità di imballaggi prodotte si sono ridotte da quando la legge Toepfer impone gli oneri dello smaltimento ai produttori, e quindi, nel caso degli imballi, alle industrie dei beni di consumo.
La legge ha anche permesso ai consumatori di rendere direttamente alla rete di distribuzione i vuoti a perdere, che significa sia per i supermercati che per i piccoli negozi un costo elevatissimo in termini di spazi commerciali. Di qui la pressione dei distributori sui produttori di merci per ridurli drasticamente. Il problema comunque è complesso, in quanto si tratta del settore che risente maggiormente delle distorsioni causate dalla distribuzione e dai meccanismi pubblicitari; ma anche per questo si può ritenere che sarà uno dei settori più sensibili alle modificazioni, se l'utenza avrà coscienza del problema.
A difesa degli imballi attuali va detto che rispetto alla società agricola, dove quasi un terzo delle derrate alimentari raccolte veniva perduto per colpa di funghi, parassiti, animali o putrefazione, essi permettono la conservazione dei prodotti e la loro distribuzione in maniera un tempo impensabili. Ma il loro smaltimento crea dei problemi; e allora bisogna rivedere in maniera più razionale il sistema di distribuzione e la forma degli imballi, riducendoli nelle parti non strettamente necessarie.
In alcuni casi sono un vero e proprio spreco, come per esempio i piccoli vassoi di polistirolo, non biodegradabili, che contengono frutta: per costruirli si è consumata più energia di quanta ne occorre per produrre la merce che contengono; oppure le confezioni ingrandite e abbellite con carta, plastica, carta metallizzata e cartoncino, per convincere il cliente all'acquisto.
Già adesso, al momento dell'acquisto, si può scegliere il prodotto confezionato con materiale riciclabile: per esempio una cassetta di frutta in legno o in cartone piuttosto che in plastica, una bottiglia in vetro anziché in plastica ecc. La confezione deve garantire le norme igieniche, con meno materiale possibile; per cui sono da preferire le confezioni familiari, pluri-dose o a grandi formati.
Alcune soluzioni per risolvere il problema potrebbero essere l'applicazione dell'idea tedesca del recupero a carico del produttore, e si potrebbero istituire nel contempo delle tariffe come cauzioni per incentivare il riuso, abolendo così l'antiecologico ''vuoto a perdere''.

E' vero che...?
  • in natura esistono due tipi di risorse e che il loro sfruttamento indiscriminato ne può comportare l'esaurimento? 
  • SI', esistono le ''risorse rinnovabili'' che hanno la capacità di riprodursi nel tempo seguendo particolari ritmi biologici e quelle ''non rinnovabili'' che non si riproducono e per questo sono definite come disponibili in stock finiti. Le rinnovabili sono caratterizzate dal tasso di rinnovo, ossia dal tempo necessario alla risorsa consumata per rinnovarsi; quando il tasso di utilizzo non è compatibile con quello di rinnovo, anche se nel breve periodo si può verificare una resa maggiore, a lungo termine si corre il rischio di esaurire la risorsa. Le risorse non rinnovabili una volta consumate sono da considerarsi esaurite, per questo si dovrebbe considerare un tasso ottimale di esaurimento che tenga conto delle conseguenze economiche e sociali che l'esaurimento della risorsa potrebbe causare.

  • a partire dalla prima rivoluzione industriale abbiamo affidato lo sviluppo economico sociale, culturale della nostra società a fonti energetiche rinnovabili? 
  • NO, è vero il contrario:
    - il carbone a partire dal 1800
    - il petrolio dal secondo dopo guerra ad oggi
    - il gas naturale negli ultimi anni.

  • il concetto di sviluppo sostenibile può essere interpretato secondo un'accezione di sostenibilità "FORTE" e una di sostenibilità "DEBOLE"?
  • SI, per sviluppo sostenibile si intende (Rapporto Bruntland '87) quello "sviluppo che permette alle generazioni presenti di soddisfare i propri bisogni senza compromettere alle generazioni future di soddisfare i loro". Ipotizzando che qualsiasi società economica si basi su diversi tipi di capitale (capitale naturale, risorse rinnovabili e non rinnovabili, capitale sociale, capitale artificiale e capitale inteso come know how, conoscenze, ecc...) la cui somma determina il valore unico di capitale a disposizione delle generazioni presenti, si definisce sostenibilità DEBOLE quella visione dello sviluppo sostenibile secondo cui: "la sommatoria dei diversi tipi di capitale a disposizione delle generazioni umane nel tempo deve essere costante" e sostenibilità FORTE quella per cui "è necessario lasciare inalterato nel tempo le quantità di ogni tipologia di capitale".
    Certi del fatto che non sia possibile sostenere un concetto di sostenibilità forte, le recenti politiche ambientali si stanno orientando verso il concetto di sostenibilità debole. Se da una parte si stanno consumando le risorse non rinnovabili dovremmo, dall'altra, lasciare inalterate quelle rinnovabili e tramandare alle generazioni future le conoscenze per poterle sfruttare. Vale a dire: oggi consumiamo i combustibili fossili, ma non compromettiamo l'ambiente naturale e cerchiamo di sviluppare e tramandare le conoscenze per sfruttare l'energia solare, l'energia eolica, ecc...

  • il VI programma d'azione per l'ambiente "Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta" della Comunità Europea non ritiene che la gestione dei rifiuti accompagnata da un uso più razionale delle risorse sia uno dei problemi cruciali nella sostenibilità del nuovo millennio?
  • NO. Uno dei quattro ambiti fondamentali, definiti strategici, da affrontare per il miglioramento dello stato dell'ambiente è quello intitolato Risorse naturali e rifiuti. Sono previste specifiche azioni mirate ad un uso più sostenibile delle risorse, alla prevenzione della produzione di rifiuti e al loro recupero e riciclo, nonché alla promozione delle analisi del ciclo di vita dei prodotti al fine di coinvolgere tutti i soggetti interessati e pervenire ad una visione sistemica dei flussi di produzione.

  • i recenti indirizzi normativi (comunitari, nazionali e territoriali) individuano nella gestione dei rifiuti il concetto di "rifiuto-risorsa" abbandonando quello di ''disinquinamento"?
  • SI, le strategie basate sul concetto di disinquinamento, che prevedevano di liberarsi dai rifiuti distruggendoli (incenerimento senza valorizzazione energetica) o "nascondendoli" (discarica in ogni caso), non hanno saputo dare risposta al problema dell'eccessivo consumo di risorse, contribuendo, tra l'altro, ad incrementare l'inquinamento dovuto al trasferirsi dei fattori inquinanti dal rifiuto all'ambiente naturale. Oggi si guarda al futuro pensando al rifiuto come ad una risorsa. L'uso efficiente delle risorse significa anche questo: ridurre le quantità prodotte a monte e recuperare e riutilizzare a valle tutte quelle risorse che costituiscono la maggior parte di ciò che abbandoniamo e che consideriamo rifiuto. Le recenti indicazioni normative indicano prioritarie nella gestione rifiuti le azioni volte al recupero di materia e di energia, relegando a ruolo residuale l'utilizzo delle discariche e delle altre metodologie di smaltimento che non prevedono alcuna forma di recupero.

  • alla luce dei concetti di sostenibilità, rifiuto risorsa, uso più razionale delle risorse, recupero/riciclo.... la raccolta differenziata è da intendersi come un piccolo ma importantissimo tassello per il corretto funzionamento della strategia complessiva? 
  • SI, la raccolta differenziata consente di effettuare a monte (appunto fin dalla fase di raccolta) la suddivisione fra le diverse frazioni del rifiuto agevolando le successive operazioni di recupero. La raccolta differenziata assume ruolo prioritario nel sistema integrato di gestione dei rifiuti consentendo di diminuire il flusso avviato a smaltimento e condizionando positivamente tutto il sistema. In questo senso la raccolta differenziata è lo strumento principale per recuperare e riciclare materia; la potremmo definire il "primo passo" sul cammino del recupero. Non solo, la raccolta differenziata, sempre in virtù della suddivisione effettuata a monte fra le diverse frazioni del rifiuto, consente di gestire correttamente anche quelle frazioni non altrimenti recuperabili e di forte impatto ambientale e di avviarle a corretto smaltimento.
 
 
 
 

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