Lavoro dell'uomo e i suoi legami con il lavoro animale,
strumento ma anche fondamentale risorsa di sopravvivenza.
La pastorizia
Tra le attività più antiche dell'attività umana, la
pastorizia si articolava in diverse fasi di lavoro: tosatura, mungitura,
pascolo, produzione del formaggio e la transumanza, che per secoli ha visto i
pastori scendere in pianura in autunno e tornare ai pascoli montani in
primavera. Su un grande carro, tirato da un cavallo o un mulo, si caricavano le
masserizie, vi prendevano posto i bambini e il resto della famiglia seguiva a
piedi con il gregge. Il ritorno in montagna avveniva a maggio e l'arrivo era di
solito festeggiato con riti e manifestazioni. Dal latte i pastori ricavavano,
con procedimento lungo e laborioso seguito dalle donne, formaggio e ricotta,
prodotti a fine primavera e destinati all'uso familiare e alla vendita. La lana
era invece tosata due volte l'anno: immediatamente prima del ritorno in pianura
in autunno, da cui si ricavava lana di scarsa qualità, e prima di tornare in
montagna a maggio. Quest'ultima era quindi cardata con gli scardassi, strumenti
costituiti da due tavole di legno leggermente ricurve con denti d'acciaio
uncinati: la lana era qui posta e "pettinata" per essere così pronta per la
filatura e la tessitura.