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Progetto 3: Fauna e territorio, una convivenza necessaria

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Azioni e risultati

Il contenimento degli ungulati.

Nelle tre stagioni venatorie che si sono succedute dal 2009 al 2011 sono stati adottati piani di abbattimento degli ungulati (cinghiali, caprioli, cervi e daini) con tassi di prelievo superiori agli incrementi utili annui delle rispettive specie in tutte le zone ove le densità, rilevate attraverso i censimenti, sono risultate non compatibili con le attività economiche del territorio o particolarmente pericolose per la viabilità stradale. Oltre all'azione venatoria è stata svolta una costante attività di controllo faunistico rivolta alle specie responsabili dei maggiori danni alle produzioni agricole. I risultati ottenuti sono riassumibili in alcuni significativi dati relativi proprio agli esborsi per gli indennizzi alle imprese agricole a seguito dei danni accertati dalla Provincia e provocati da queste specie: il cinghiale è passato dai 161 mila euro del 2007 ai 61 mila del 2011; il capriolo dai 91 mila euro del 2009 ai 34 mila del 2011; il cervo dai 13 mila euro del 2010 ai 2 mila del 2011. Un altro dato importante riguarda il calo complessivo delle popolazioni di ungulati (una media del 15% all'anno), fenomeno ancor più rilevante se si pensa che viene rilevato dopo un periodo precedente, iniziato nei primi anni 2000, di forte e continua crescita determinata dalle ottime condizioni ambientali offerte da ampie porzioni del territorio bolognese.


La mitigazione dei conflitti.
Intensa l'attività di consulenza svolta nei confronti delle imprese agricole per rendere compatibile la loro attività produttiva con la presenza di fauna selvatica, con particolare attenzione verso i conflitti creati dalla diffusione di specie protette o particolarmente protette come nel caso del lupo. A questo riguardo è stato possibile, grazie all'impiego di ogni possibile strategia di prevenzione, ridurre gli attacchi dei predatori negli allevamenti zootecnici, che infatti sono passati dai 46 del 2008 ai 29 del 2011, nonostante la contemporanea crescita della popolazione di lupi nel nostro Appennino sia come numero di individui sia come ampiezza dei territori occupati.


Caccia e biodiversità.

Il rapporto di collaborazione con gli ATC (Ambiti territoriali di caccia) ha coinvolto ogni aspetto della gestione faunistica: dalla tempestiva fornitura dei mezzi di protezione delle colture alla diffusa e puntuale attuazione dei diversi piani di contenimento delle specie problematiche, dalla gestione delle zone di protezione della fauna all'incremento degli interventi di miglioramento ambientale, oltre che alla normale programmazione dell'attività venatoria. I risultati si traducono in ampie opportunità venatorie apprezzate da un elevato numero di cacciatori provenienti anche da realtà extra provinciali.


Pesca e qualità delle acque.

Per quanto riguarda il comparto della pesca, in questi anni, grazie a particolari progetti finalizzati, è stato potenziato il centro ittiogenico di Panigale (Lizzano in Belvedere) incrementando la disponibilità di materiale riproduttivo di alta qualità destinato al ripopolamento dei nostri migliori corsi d'acqua. Ottima la collaborazione con le associazioni piscatorie attraverso convenzioni che consentono di attuare con estrema competenza e capillarità i diversi interventi a tutela della fauna ittica: ripopolamenti, recupero dei pesci a seguito di attività in alveo o in difficoltà per carenze idriche, vigilanza, informazione e promozione ambientale.

 
 
 

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