Le Commissioni consiliari,
istituite e definite nelle loro competenze, funzioni e composizione dal
Consiglio, ne sono un'articolazione interna; in un ambito di materie assegnate
alla loro competenza, svolgono funzioni consultive, propositive, referenti, di
garanzia, di controllo e di informazione relative alle attività del Consiglio.
Tra le forme di garanzia e di
partecipazione delle minoranze, sono attribuite alle opposizioni la presidenza
delle Commissioni consiliari con funzioni di controllo o di garanzia.
Il Consiglio, a maggioranza
assoluta dei propri membri, può altresì istituire al proprio interno
Commissioni consiliari di indagine sull'attività dell'Amministrazione.
In particolare, le Commissioni
consiliari provinciali sono 7 organismi permanenti a rilevanza istituzionale,
costituite da Consiglieri, con rappresentanza proporzionale di tutti i Gruppi
Consiliari: in almeno una di esse ogni Consigliere ha diritto ad essere
designato come membro effettivo.
Inoltre, le Commissioni possono promuovere incontri
con la Regione, i Comuni, i Sindacati, le Associazioni di Categoria e altri
soggetti esterni per finalità di informazione o consultazione e consentire
anche audizioni con cittadini che rappresentano problemi di rilevanza per la
Comunità.
Le loro sedute sono pubbliche, sono convocate in seduta
segreta solo per la trattazione di argomenti che riguardano persone. Il luogo
dedicato alle loro riunioni è la Sala Biagi e D'Antona a palazzo Malvezzi.
Le fonti normative da cui discende la disciplina delle Commissioni
consiliari sono il T.U.EE.LL. 267/2000 (articolo 44), lo Statuto provinciale
(articoli 31 e 32) ed il Regolamento provinciale per il funzionamento del
Consiglio e delle sue articolazioni (articoli dal 22 al 29).