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Comunicato stampa

12 aprile 2010 - Dichiarazione inizio seduta di Mariagrazia Baruffaldi sull'insegnamento della storia nei licei: reinserito lo studio della Resistenza

 

Nei nuovi programmi dei licei, sino a una decina di giorni fa, non si faceva alcun cenno esplicito alla Resistenza, che è stata uno straordinario movimento di massa contro il fascismo e che ha ispirato i contenuti della nostra Costituzione. Nella bozza delle Indicazioni nazionali per i licei si leggeva che l'ultimo anno era dedicato allo studio dell'epoca contemporanea. E si precisava: «nella costruzione dei percorsi didattici non potranno essere tralasciati i seguenti nuclei tematici: l'inizio della società di massa in Occidente; l'età giolittiana; la prima guerra mondiale; le rivoluzioni russe e l'Urss da Lenin a Stalin; la crisi del dopoguerra; il fascismo; la crisi del `29 e le sue conseguenze negli Stati Uniti e nel mondo; il nazismo; la shoah e gli altri genocidi del XX secolo; la seconda guerra mondiale; la "guerra fredda": il confronto ideologico tra democrazia e comunismo; l'aspirazione alla costruzione di un sistema mondiale pacifico: l'Onu; la formazione e le tappe dell'Italia repubblicana;....» Dal ministero dell'istruzione sostengono che i programmi individuavano alcuni nuclei fondamentali lasciando grande libertà alle scuole, ai docenti, ritenendo evidente che fosse inclusa la Resistenza. Eppure sulla Shoah, per esempio, si precisa chiaramente che lo studio deve ricomprendere anche gli altri genocidi, una precisazione che manifesta una sensibilità storica e politica sui cui non si è disposti ad affidarsi all'autonomia e alla bravura dei docenti. Assicurano che non c'è stata alcuna volontà politica di cancellare la Resistenza o la Liberazione, non citandole espressamente nei programmi di storia, e giudicano la polemica sollevata "priva di fondamenta", dal momento che lo studio del movimento Partigiano è "implicito tanto nella trattazione della 2a Guerra Mondiale, quanto in quella della costruzione dell'Italia Repubblicana". Tuttavia a noi piace sottolineare che in quei programmi la nostra Repubblica e la nostra Costituzione sembravano sbocciate dal nulla. Di più: a noi pare che ci sia il tentativo, da un po' di tempo, di rimuovere il nostro passato, la cui conoscenza è già così flebile. Si cerca di mettere tutto sullo stesso piano, tutti colpevoli e tutti innocenti, i ragazzi partigiani e i repubblichini di Salò, in tal modo rendendo difficile far capire come è nata l'identità democratica dell'Italia. C'è anche chi rivendica la necessità di riscrivere la storia di quegli anni dolorosi, di mettere in luce gli errori e i delitti commessi da una parte e dall'altra, ma glissare sulla Resistenza, con la scusa che tanto è compresa tra le tappe dell'Italia repubblicana, farla finire magari in una nota a piè di pagina di un libro di testo, siamo certi che avrebbe creato solo confusione e non avrebbe aiutato a formare il cittadino consapevole. Il ministro Gelmini ora ha deciso di reinserire nei programmi di Storia del 5° anno delle superiori l'esplicito riferimento alla lotta di Liberazione e la Resistenza è rientrata a far parte degli obiettivi di apprendimento.

Prendiamo atto con sollievo della decisione del ministro, avvenuta dopo le pressioni avanzate dall'ANPI, dai partiti di opposizione e dal movimento di docenti, genitori e studenti, insieme ai quali continueremo a vigilare sui programmi scolastici per garantire una formazione completa e consapevole dei giovani.

Proprio per non dimenticare la nostra Storia, il gruppo consiliare PD della Provincia, con l'adesione dell'ANPI provinciale, martedì 20 aprile dalle ore 17.30 presso la libreria Feltrinelli di piazza Galvani, leggerà brani e poesie su "Resistenza, Liberazione, Costituzione".

Invitiamo tutti a partecipare

 
A cura del gruppo consiliare: Partito democratico

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