Il Gruppo PD della Provincia di Bologna esprime profonda preoccupazione per le notizie che stanno arrivando in queste ore dall'Iran circa la sorte di Sakineh Mohamadi Ashtiani. Qualche settimana fa, la condanna alla lapidazione per adulterio era stata sospesa in seguito alla mobilitazione internazionale di governi ed opinione pubblica, mobilitazione a cui ha partecipato con convinzione anche la Provincia di Bologna, esponendo all'entrata di tutte le sedi manifesti con il volto della donna e un messaggio di solidarietà.
Secondo quanto dichiarato dal procuratore generale dell'Iran, Gholam Hussein Mohsen Ejei, Sakineh è stata condannata per complicità nell'assassinio del marito, quindi sarà giustiziata per impiccagione.
Vogliamo prima di tutto sottolineare l'assurdità delle imputazioni sollevate contro Sakineh, che contrastano con i più elementari diritti della persona, e l'assoluta mancanza di prove certe e decisive rilevata anche dai giudici iraniani chiamati ad esprimersi sulla sua colpevolezza.
Siamo indignati per il fatto che il Governo iraniano proceda imperterrito nella sua politica di negazione dei diritti umani e delle libertà dei suoi cittadini, indifferente alle manifestazioni internazionali che si sono succedute in queste settimane. L'opinione pubblica non si è indignata solamente perché Sakineh sarebbe stata giustiziata per lapidazione - sebbene questo sia uno dei riti più barbari ed incivili a cui si possa ricorrere - ma perché una donna, l'ennesima donna in questo Paese, veniva messa a morte per un reato come l'adulterio, tra l'altro nella più totale assenza di prove.
Il fatto che oggi si cerchi di confondere il dibattito ricorrendo a un'accusa diversa che prevede una differente modalità di condanna a morte non fa altro che aumentare, se possibile, il nostro sdegno.
Ci aspettiamo che il Governo italiano porti avanti con maggiore forza ed incisività a livello europeo e internazionale iniziative per la moratoria e- in prospettiva- l'abolizione della pena di morte e che faccia pervenire al governo iraniano la propria convinta opposizione per le innumerevoli violazioni dei diritti umani, civili e politici che si verificano quotidianamente.
A nome del Gruppo del Partito Democratico
Daniela Vannini
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