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Comunicato stampa

22 ottobre 2010 - Sull'azienda in crisi APRIMATIC di Fossatone di Medicina

 

Dichiarazione di Nara Rebecchi - Consigliere del Gruppo P.D.

L'Aprimatic è una importante azienda dell'automazione che si trova nella zona industriale di Fossatone di Medicina. Occupa 60 dipendenti.
Nel febbraio scorso l'Azienda ha chiesto la Cassa Integrazione per 30 dipendenti e l'apertura di una procedura di mobilità per 7 dipendenti.
A queste azioni i dipendenti, pur consapevoli della difficile situazione, hanno risposto indicendo due giornate di sciopero con lo scopo di instaurare una trattativa costruttiva per il superamento della crisi.
A seguito dell'attivazione da parte della Provincia del Tavolo di salvaguardia in marzo si raggiunse con soddisfazione un accordo in cui le parti auspicavano la ripresa a regime delle attività per il mese di giugno.
Nel frattempo,ad oggi, circa dieci dipendenti hanno lasciato l'Azienda senza essere sostituiti; la Cassa integrazione è stata prolungata sino a dicembre 2010, esaurendo tutte le settimane a disposizione. Interessati al provvedimento sono 30 dipendenti, alcuni dei quali a zero ore.


La sottoscritta, a quel tempo, manifestando la propria soddisfazione sulla positiva conclusione della vertenza, tenne però a sottolineare che ciò era tale purchè quello non fosse un accordo solo momentaneo e non si creassero condizioni che mettessero ulteriormente in crisi lo stato occupazionale dell'Azienda di Medicina nel prossimo futuro.

Purtroppo quanto paventato si è manifestato e l'Aprimatic è nuovamente in difficoltà.
Il timore, di allora, dei dipendenti, che quello fosse solo l'inizio di un percorso verso un'ulteriore crisi dello stato occupazionale, era premonitore.
Vari motivi hanno aggravato la già difficile situazione: dalla situazione dell'economica mondiale, alla mancanza di fatturato dell'Azienda e soprattutto la mancata riorganizzazione interna, promessa come punto essenziale per il rilancio  aziendale.
Ciò ha portato l'Azienda ad incaricare consulenti esterni ed esperti del Gruppo stesso per analizzare lo stato di fatto e per studiare eventuali e nuove sinergie.

Il timore è che queste azioni siano propedeutiche alla drastica riduzione del personale, quale conseguenza di una ristrutturazione che vada verso l'eliminazione di reparti aziendali o alla possibile loro delocalizzazione.
Un timore, avvalorato dal fatto che, nonostante le sollecitazioni e le richieste del personale a presentare un Piano industriale atto alla pianificazione di un futuro per le maestranze, l'Azienda non abbia ancora fornito alcuna risposta.
Altrettanto, vi è il timore che un indirizzo sia già stato assunto e che non sia positivo, per cui si aspetti solo la fine dell'anno per comunicarlo.

Insomma, il clima si è fatto faticoso perché si sente l'avvicinarsi di una stretta finale, che determinerà il futuro dell'Azienda e del lavoro dei dipendenti. Non può che essere giustificabile, quindi, la loro preoccupazione perché in ballo c'è il loro futuro e quello delle loro famiglie.

Non c'è che da aspettare, ma non in modo inattivo.
Allora, è giusto chiedere all'Azienda che si pronunci presto con un piano aziendale che miri a investire nel futuro.
Come è altrettanto giusto chiedere alla Provincia che si attivi ancora una volta, come ha già fatto l'assessore, per fare il possibile per una soluzione positiva e al meglio per questa Azienda, sia perché lascia un po' amareggiati ripensare agli accordi del marzo scorso, dove alcuni impegni erano stati assunti, mentre ora tutto viene rimesso in discussione, sia perché la crisi di un'Azienda è un depauperamento del valore e della ricchezza del nostro territorio.

E' indispensabile dare certezze a questi lavoratori ed alle loro famiglie, non solo perché la Cassa Integrazione finisce appunto a dicembre e questo ammortizzatore sociale verrà a mancare, ma soprattutto perché si temono soluzioni ancora più pesanti:

  • che non venga tentata la carta della mobilità verso altre Aziende, le quali, se assumessero i lavoratori in mobilità dell'Aprimatic, potrebbero godere di sconti fiscali;
  • che non venga attivata la Cassa Integrazione speciale che costituirebbe un altro po' di "ossigeno" per il personale e darebbe più tempo per ponderare eventuali soluzioni per la risoluzione della crisi aziendale.


Fondamentale in questo momento è la concertazione tra Enti Locali (Comune e Provincia), Azienda, Sindacati per superare insieme questa crisi di Aprimatic, facendo ognuno la propria parte, per l'interesse di questa Azienda e dei suoi lavoratori, certo, ma anche per un interesse più generale e complessivo.


 
Per approfondire
A cura del gruppo consiliare: Partito democratico

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