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Comunicato stampa

08 novembre 2010 - Dichiarazione inizio seduta di Edgarda Degli Esposti su "Detenuto sloveno suicida nel carcere della Dozza"

 
Alcuni giorni fa, un detenuto sloveno di 32 anni si è suicidato nel carcere della Dozza, usando i lacci delle scarpe che gli erano stati lasciati nonostante il giovane avesse già tentato il suicidio. Il ragazzo era in carcere in attesa di giudizio: ai primi di dicembre era previsto il processo al tribunale di Ravenna da cui proveniva. Il Gruppo PD nell'esprimere profondo dolore e vivo cordoglio alla famiglia rileva con fortissima preoccupazione che la situazione del carcere della Dozza nonostante le reiterate richieste di alleggerimento di una situazione ormai insostenibile non sono cambiate se non in peggio. Dall'inizio dell'anno questo è il 57° suicidio nelle carceri italiane, a cui si aggiungono le "morti invisibili" ( 3 soltanto in quest'ultimo mese)di persone straniere di ciu nessuno chiede conto. E'"un ecatombe senza fine". E' un dramma umanitario e sociale".Queste le parole del segretario della UIL penitenziaria a cui fanno eco i giudizi altrettanto duri delle organizzazioni sindacali del personale penitenziario. La situazione delle carceri richiede interventi immediati a cui la politica deve far fronte senza ulteriori indugi: mancano 6500 unità alla polizia penitenziaria, 600 educatori, 1500 assistenti sociali a fronte di 25.000 detenuti in più.Lo stato delle cose determina condizioni degradate e invisibili che divengono terreno fertile alla disperazione, depressione e violenza. In questo programma nazionale spicca per enfatizzazione la situazione del carcere della Dozza, il cui sovraffollamento e relativa conseguenza lo fa assurgere al triste primato di peggior carcere Italiano. Infatti la media giornaliera di detenuti è di 1200 persone al giorno a fronte di una capacità di 483. Nel 2009 le persone entrate ed uscite sono state 3500, di queste l'80% non è rimasto più di 10 mesi, 350 sono stati scarcerati dopo 96 ore, 1050 riconosciuti non colpevoli; il 64% sono cittadini stranieri e dei 1200 della media giornaliera 700 non hanno una sentenza definitiva, e che tra i detenuti 260 hanno una pena inferiore ai 3 anni. Questo insieme di cose abnormi e lesive della dignità delle persone interessate, impedisce i progetti e gli interventi necessari ad affrontare la molteplicità dei problemi sociali e sanitari, e determina condizioni in cui anche gli elementari diritti di sopravvivenza vengono di fatto negati. Il tema cruciale del personale interno e degli spazi fruibili rimane decisamente centrale e prioritario, il governo non può a questo proposito rimanere in una colpevole e imperdonabile latitanza Dal canto nostro è assolutamente indispensabile impegnarci affinché l'istituzione a cui apparteniamo nell'ambito delle proprie competenze metta in campo tutte le misure atte a migliorare gli standart di vita dei detenuti, oggi davvero ridotti ai minimi termini. L'impegno teso a sostenere e promuovere lavorazioni interne e posti di lavoro esterni oggi assolutamente marginali; un'attenzione speciale al sistema sanitario e formativo; la divulgazione di questo tema nei comuni della provincia al fine di un impegno collegiale
 
Per approfondire
A cura del gruppo consiliare: Partito democratico

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