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Quando il potere calpesta la dignità delle donne e mina la credibilità internazionale del nostro Paese
DICHIARAZIONE DI DANIELA VANNINI - CONSIGLIERA GRUPPO PD "QUANDO IL POTERE CALPESTA LA DIGNITA' DELLE DONNE E MINA LA CREDIBILITA' INTERNAZIONALE DEL NOSTRO PAESE"
Ho chiesto di fare una dichiarazione di inizio seduta in merito alle vicende che riguardano il Presidente del Consiglio perché credo che in questa occasione sia stato superato ogni livello di guardia. Non è un caso che ci siano stati importanti richiami alla correttezza morale e civile dei comportamenti pubblici, da parte del Presidente della Repubblica Napolitano e di Papa Benedetto XVI. L'ultimo scandalo sessuale che lo riguarda - anche se più correttamente si dovrebbe parlare dell'ultimo capitolo di uno "scandalo permanente" (Le Monde) - ci mostra un quadro umiliante per le persone coinvolte e per l'Italia; anche tralasciando gli aspetti giudiziari e la rilevanza penale o meno dei fatti che starà al Tribunale chiarire - ricordo che i reati contestati sono quelli di concussione e di prostituzione minorile - i comportamenti sono di una gravità inaudita, siamo di fronte alla totale dissoluzione dell'etica pubblica. L'articolo 54 della Costituzione recita: "Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore". Questo articolo dev'essere evidentemente sfuggito al nostro Presidente del Consiglio. Di certo quanto sta accadendo in Italia non sfugge alla stampa estera, anzi la notizia sta facendo il giro del mondo e prende sempre più spazio sulle prime pagine rappresentando una grande vergogna per l'Italia. L'Economist paragona Berlusconi al personaggio Cetto La Qualunque, si chiede quando gli alleati più fedeli si renderanno conto che fa dell'Italia un oggetto di derisione. Le Monde si chiede in quali abissi B. è pronto a portare la sua funzione di Presidente del Consiglio e parla di un'Italia ridotta a sua caricatura. Il quotidiano conservatore Times di Londra dice che B. ha ricoperto di ridicolo se stesso e il suo Paese e si meraviglia dei dettagli scabrosi di party a base di sesso organizzati da un uomo che fa campagna elettorale difendendo il valore della famiglia. Articoli spesso impietosi, in cui ci si sorprende di come un uomo privo di una "solida moralità" possa restare al suo posto, recando enorme danno all'Italia. Articoli che spesso si concludono con l'espressione "Povera Italia". Questi comportamenti non distruggono solo l'immagine e la credibilità dell'Italia all'estero; hanno ripercussioni pesanti sui cittadini. Prima di tutto perché i loro problemi, i nostri problemi sono spariti dall'agenda del Governo - sempre che abbiano mai trovato spazio visto l'affollamento di feste e festini - tanto che B. non trova neanche il tempo di andare al funerale dell'alpino Luca Sanna, morto martedì scorso in Afghanistan. Poi, aspetto forse ancora più importante, questi comportamenti mettono in discussione la credibilità, la coerenza e l'adeguatezza di chi governa e certamente non rappresentano un esempio edificante. Chi ha una carica pubblica influenza i cittadini, soprattutto i più giovani; ecco perché vi è una stretta relazione tra etica pubblica ed etica privata, ecco perché si dice che il "Privato è pubblico". Pensate a un genitore che deve oggi spiegare a una figlia di 16 anni che è importante studiare, impegnarsi, fare sacrifici per arrivare a realizzarsi, a costruirsi un futuro quando l'esempio rappresentato da B. è di giovani ragazze senza arte né parte, che ottengono gioielli, soldi, regali, appartamenti, candidature, lavoro in cambio di favori sessuali. Pensate a quelle giovani donne che hanno faticato ogni giorno, facendo rinunce, per ottenere troppo spesso un lavoro sottopagato e inadeguato ai loro studi, che hanno subito discriminazioni, che ancora oggi sono obbligate a scegliere tra maternità e lavoro. Le donne di questo Paese sono altro da quello che vorrebbe il Presidente del Consiglio: sono talento, lavoro, impegno, fatica, bellezza, cuore, passione, dignità e serietà. I comportamenti del Presidente del Consiglio sono uno schiaffo per noi donne. Ecco perché le donne del PD hanno lanciato una campagna che chiede a B. di liberare l'Italia da questo imbarazzo. Ecco perché ci si aspetterebbe una qualche reazione da parte delle donne del PDL - che a slogan sono sempre in prima fila in difesa delle donne - a parte quando a calpestare la nostra dignità è il loro capo politico. Da voi ci aspettiamo un sussulto di dignità, a tutti i livelli. Perché di fronte a questi comportamenti non c'è distinzione di età, di provenienza geografica, di credo politico. In gioco oggi c'è il futuro dell'Italia, la dignità delle donne e i valori che trasmettiamo ai più giovani, l'idea di Paese in cui vorremmo far crescere i nostri figli, la nostra credibilità internazionale. La responsabilità del baratro in cui stiamo scivolando da anni non è solo di Silvio Berlusconi ma anche di tutti coloro che in maniera servile accettano tutto questo e chiudono in un cassetto i propri valori.
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