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Comunicato stampa

07 marzo 2011 - Dichiarazione di inizio seduta di Daniela Vannini - Il significato dell'8 Marzo oggi, anche in vista delle prossime elezioni amministrative del Comune di Bologna

 

L'8 Marzo non è una data legata solo al passato, alla memoria di quel lontano 1908 in cui 129 operaie morirono bruciate vive in un'industria tessile di New York, colpevoli di aver scioperato per chiedere migliori condizioni di lavoro. Questa data - oggi più che mai - è di straordinaria attualità e riguarda il presente e il futuro della condizione femminile nel nostro Paese e questo appare più evidente dopo la straordinaria manifestazione del 13 Febbraio che ha visto sfilare in corteo a Bologna più di 40 mila persone. Appare più evidente oggi - nel 2011 - nel centenario della giornata internazionale, a 65 anni dal voto alle donne e a solo 15 dal riconoscimento dello stupro come delitto contro la persona e non solo più contro la morale. La condizione della donna oggi in Italia è preoccupante e l'ultimo scandalo sessuale che riguarda Berlusconi ci fa capire quanto lavoro dobbiamo ancora fare come donne in questo Paese. Abbiamo sempre combattuto la mercificazione del corpo della donna quando avveniva sui giornali, in TV; oggi è di fatto istituzionalizzata e questo è grave perché - anche tralasciando la rilevanza penale o meno dei fatti - mette a rischio la credibilità delle donne in politica e nella società . È grave perché ne esce fortemente indebolita la credibilità del nostro Paese nel mondo e perché mina quel poco di fiducia che i cittadini hanno ancora nelle nostre Istituzioni. La domanda che ci dovremmo porre oggi, alla vigilia della Festa della Donna, è: quale modello culturale viene trasmesso ai cittadini e ai più giovani attraverso i comportamenti e le TV del Presidente del Consiglio? Le donne sono rappresentate e trattate come oggetti che devono sempre essere a disposizione. Se la cultura dominante nel nostro Paese è questa, ci stupiamo di quanto sia diffusa la violenza sulle donne? O del fatto che gli uomini non sono più in grado di accettare un rifiuto da parte di una donna? Lo ripetiamo sempre, la violenza sulle donne non è mai un fatto privato, è un problema culturale e sociale e i modelli culturali e i comportamenti di una delle più alte cariche dello Stato hanno un peso notevole. Non è un caso che questo Governo sia quello che ha cancellato il Fondo contro la violenza alle donne. Non è un caso che di anno in anno il nostro Paese scivoli sempre più indietro nella graduatoria mondiale delle discriminazioni di genere. Secondo il Global Gender Gap Report, l'Italia è al 74 posto su 134, dopo il Malawi e il Ghana, a un passo dall'Angola e dal Bangladesh. Non è un caso che in Italia - diversamente da altri Paesi europei - la presenza delle donne nei ruoli chiave dell'economia sia così bassa; i consiglieri dei CDA delle prime 10 società italiane quotate in Borsa sono infatti 139 uomini e sole 8 donne; e il progetto di legge bipartisan sulle quote rosa nei cda delle società quotate in mercati regolamentati si sta arenando grazie alla presentazione da parte del PDL di 52 emendamenti per limitare le quote e far proprie le richieste arrivate da Confindustria, Abi e Ania. Infine non è un caso che l'Italia, insieme a Malta, sia in coda ai Paesi dell'UE per l'occupazione femminile; indipendentemente dal numero dei figli -e anche dal fatto di avere o meno figli - l'Italia è indietro di 12-15 punti percentuali rispetto alla media europea e di oltre 30 rispetto ai Paesi più virtuosi. Ecco qual é il significato dell'8 Marzo oggi: il risveglio di una nuova coscienza femminile che non accetta più una rappresentazione svilente della donna, che pretende rispetto e pari condizioni nel lavoro e nella carriera; non vogliamo scorciatoie, vogliamo opportunità, superamento delle discriminazioni e servizi per conciliare lavoro e famiglia. Vogliamo che chi ricopre funzioni pubbliche lo faccia con disciplina e onore, con rispetto verso tutti i cittadini, siano essi donne o uomini, bianchi o neri, etero o omosessuali. Questo è l'impegno delle donne e degli uomini del PD in Italia e a Bologna. Sentiamo spesso da parte di alcuni esponenti del PDL dichiarazioni importanti sulla valorizzazione delle donne. Oggi il Consigliere Rubini ha dichiarato: "a demagogia rispondiamo con proposte concrete" e ancora "Fatti e non parole sterili e demagogiche". Sarebbe un bel segnale per le donne di questa città che alle parole seguisse finalmente un impegno concreto di tutte le forze politiche in questa direzione. Noi come PD siamo pronti e confermiamo la scelta del 2009 anche quest'anno: in lista per il Comune la metà dei candidati saranno donne. Chiedo ai colleghi del PDL e della Lega Nord se, davanti alle donne di questa città e coerentemente con quanto dichiarano, sono pronti a prendersi un simile impegno.

Daniela Vannini

 
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A cura del gruppo consiliare: Partito democratico

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