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Comunicato stampa

22 marzo 2011 - Dichiarazione di inizio seduta di Nara Rebecchi - Assenza della Lega al Consiglio Provinciale solenne per le celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia

 
Giovedì scorso, 17 marzo, si è tenuta una bellissima seduta solenne del CP per celebrare il 150° dell'Unità d'Italia. La sala piena di autorità e cittadini. Spiccavano fortemente e con la massima evidenza i banchi vuoti della Lega e che, giustamente, alcuni consiglieri della minoranza non hanno voluto che venissero occupati da altri affinché fosse tanto più evidente questa assenza. Un'assenza che è uno scandalo, un atto intollerabile e grave, e qualsiasi parola che voglia sminuirne la portata sarebbe anch'essa grave. Perché è intollerabile che una forza politica che governa questa nazione disprezzi l'Unità d'Italia; per non parlare dell'Inno nazionale al cui risuonare in questa sala i consiglieri della Lega sono ogni volta assenti. Però il loro agire è stato smentito dalla grande partecipazione popolare alle numerose iniziative tenutesi in tutta Italia; molte bandiere hanno sventolato dalle finestre delle abitazioni private. Gli atteggiamenti sprezzanti della Lega, le parole di irrisione verso i simboli nazionali, come l'Inno di Mameli e il Tricolore non sporcano le belle immagini di una intensa e sentita partecipazione di donne, uomini, ragazzi, bambini alle tante celebrazioni che si sono tenute nelle città. Per cui l'agire della Lega è stato bocciato dagli Italiani, e anche da molti cittadini della sua stessa base. E ciò a dimostrazione di come sia stato colto l'invito del nostro Presidente della Repubblica a risvegliare in noi lo spirito italiano e unitario, e di come sia stato bocciato il comportamento della Lega. Il comportamento cioè di chi ha giurato sulla Costituzione italiana e fa parte di una Istituzione o ricopre un incarico pubblico, e che da tutti gli italiani, per questo, riceve autorevolezza, riconoscimento e anche stipendio. Certo anche il dissenso ha diritto di esistere, ma allora che i comportamenti siano conseguenti, e non si sfrutti ciò che c'è da sfruttare con le varie cariche, non si approfitti delle sue risorse, per poi sputar sopra ai più alti valori e simboli della nostra Nazione. Non lo ordina il dottore di stare in un governo: se uno giura sulla Costituzione e sulla bandiera, deve essere coerente; e allora, se non ne è disposto, o se ne va a casa o è uno spergiuro che non merita rispetto. Non a caso, il 17 marzo si sono verificate contestazioni da parte della gente all'apparire di Berlusconi e di Leghisti; sintomo evidente di un sentimento italiano profondo che si è tradotto appunto in fischi alla Lega anche in varie città del nord e fischi a Berlusconi, perché come capo del Governo, avrebbe dovuto esigere più rispetto e meno dissenso in questa occasione; sì perché sulla riforma della giustizia, oppure sulle leggi a tutela dei molteplici conflitti di interessi NON si può dissentire dentro il Governo o in Parlamento, sull'identità nazionale invece è possibile dissentire. Credo che la Lega, a non esserci, abbia perso una grande occasione. Anche perché l'assenza dei consiglieri qui è stato doppiamente grave, visto che il loro capo, Bossi, aveva lasciato libertà di coscienza nel scegliere se esservi o meno nelle varie iniziative. Loro hanno scelto scientemente e volutamente di NON ESSERCI, quando avrebbero potuto presenziare, rispettando la loro carica istituzionale. Hanno perso un'occasione perché quella del 17 marzo è stata una festa di popolo e di italiani orgogliosi della loro storia. L'appuntamento dei 150 anni dell'Unità d'Italia si è rivelato un'occasione felice per rinnovare e rafforzare la memoria della nostra identità. Identità plurale, saldamente ancorata al sentimento di essere una Repubblica unica e indivisibile, come recita la nostra Costituzione. L'Italia è democratica, laica, fondata sui valori universali della libertà, dell'uguaglianza e della pace, della giustizia e della solidarietà. Gli italiani sanno bene quanti sacrifici, quanta passione, quanto eroismo per arrivare a queste conquiste - dal Risorgimento alla Resistenza - e quanti traguardi l'hanno fatta grande e rispettata in Europa e nel Mondo. La Lega con questi atteggiamenti e con la sua assenza al Consiglio del 17 marzo si dimostra per quello che è: un partito senza un profilo nazionale, che ha fatto la sua fortuna lucrando sulle debolezze della politica. Ribadisco che ha perso un'occasione, forse unica, per unirsi al corpo vivo della Nazione e ritrovare credibilità. La maggioranza numerica che governa il Paese è sempre meno una maggioranza politica, culturale e morale e lo hanno dimostrato pienamente in questa occasione, anche con il vuoto sui loro banchi in questo Consiglio.
 
Per approfondire
A cura del gruppo consiliare: Partito democratico

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