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Dichiarazione di apertura della Capogruppo Nara Rebecchi -L'ANNO HORRIBILIS DELLA SCUOLA PUBBLICA STA PER COMINCIARE-
Sta di fatto che, come ogni anno, ad inizio dell'anno scolastico, mi sento in dovere - proprio perché sono un'insegnante in ruolo attivo - di fare le mie considerazioni in merito. Una scuola che, dopo diverse operazioni del Ministro prima e della manovra del Governo poi, si presenta ridimensionata e drammaticamente più povera. Sono già partite diverse proteste; da oggi sono già scesi in piazza genitori e studenti. Partono raccolte di firme. Anche quest'anno, quindi, intervengo a pochi giorni dall'inizio della scuola, per dare voce in questa sala al malessere, al malumore, ai disservizi, alle mancanze che abbiamo trovato il 1° settembre e che le famiglie già esprimono apertamente perché hanno capito cosa le aspetta: classi piene all'inverosimile, mancanza di insegnanti di inglese e di sostegno, l'alternarsi di tanti, troppi insegnanti nella classe dei loro figli perché ancora tanti sono i precari e che rimarranno un anno, ma che il prossimo anno saranno da un'altra parte. 66.000 docenti precari stabilizzati, annuncia il Ministro Gelmini. Per gran parte insegnanti anziani che andranno in pensione a fine anno scolastico e che verranno stabilizzati pochi mesi prima, ma che anche loro tra un anno non ci saranno più. Il Ministro ha dimenticato poi di specificare che queste immissioni in ruolo devono essere ancora autorizzate dal ministro dell'Economia e che si faranno solo se NON ci saranno "prioritarie" esigenze di bilancio. Quindi ... un'utopia. In Emilia Romagna sono almeno 2000 i posti di lavoro precari a rischio; sempre in Emilia R. mancano 2000 docenti e 1000 assistenti. Concorsi o nuove assunzioni sono di là da venire, per cui i tagli di classi e di posti non sono finiti. Dove andranno quindi i nostri ragazzi? ... ma nelle scuole private! Proprio come voleva il premier. E infatti le scuole private stanno proliferando. La scuola pubblica è per i figli delle famiglie meno agiate, per cui possono essere anche in classi di 30 alunni (le chiamano già classi pollaio). Tanto - come diceva il premier - il figlio del professionista non è uguale al figlio dell'operaio! Per cui, chi ha i soldi, vista la situazione disastrosa in cui verrà portata la scuola pubblica, sceglie di iscrivere i figli nelle scuole private, dove, per soddisfazione del premier, le distanze di classe verranno ripristinate ... calpestando quel grande ruolo che la scuola ha avuto in questi 70 anni per unire, pacificare, rinforzare la coesione della nostra società. La scuola è tra i settori più colpiti dalla manovra, con i tagli che vanno a sommarsi ai problemi ormai cronici di organico e di risorse. Ricordo che la manovra ha stabilito il blocco degli stipendi e del turn-over fino al 2014 (di fatto ha bloccato ogni accesso alla scuola dei giovani neolaureati; a ciò si aggiunge anche la chiusura delle scuole di specializzazione per l'insegnamento, che ha provocato la dura reazione e la crociata persino di CL; gli insegnanti malati al posto degli ATA e dei tecnici (e se non sono d'accordo verranno messi in mobilità, anche fuori regione); la chiusura delle scuole con meno di 1000 alunni (500 in montagna); soppressione della figura del vicepreside negli istituti con meno di 55 classi (80 nei circoli didattici), che si somma alle reggenze che a Bologna salgono a 33 (cioè 33 presidi dovranno occuparsi di 66 Istituti comprensivi o Scuole), (cioè ci saranno scuole che oltre a doversi aggregare, non avranno il vicepreside, e il dirigente dovrà occuparsi anche di un altro istituto). E' COSI' CHE SI GOVERNA? E' COSI CHE SI GESTISCE LA SCUOLA ITALIANA? Non solo la scuola è tra i settori più colpiti dalla manovra, ma la scuola bolognese è tra le più penalizzate d'Italia dai tagli. Quest'anno nella scuola materna ben 450 bambini resteranno fuori: viene così negato un diritto a tante famiglie. Il ministro Gelmini anche quest'anno ha ribadito che il TP non verrà toccato; in realtà sta scomparendo, perché una volta uscite le classi 5e a TP, non vengono ripristinate altrettante 1e a TP, ma diminuiscono perché vengono a mancare i docenti necessari; la conseguenza è che a Bologna mancheranno all'appello 64 sezioni di TP. La scuola media non sta meglio. Un altro esempio concreto: 2400 sono gli alunni in più in Emilia R. a fronte di 309 docenti e ATA in meno. Da anni "urliamo" tutto il disagio e le conseguenze negative delle operazioni del Governo sulla scuola. Ora è davvero il momento: - Della consapevolezza: le famiglie devono rendersi conto di quanto sta succedendo nella scuola; fino ad ora hanno avuto garantita la scuola in Emilia R. perché la Regione, i Comuni hanno sopperito alle mancanze del Governo (che ha in capo la funzione scuola pubblica); ma questi ormai non possono più farcela, e se mettono soldi in funzioni che non sono le loro, dovranno poi togliere risorse ad altri servizi fondamentali di loro competenza, come l'assistenza agli anziani ad esempio... Insomma, ancora una volta la guerra è tra poveri). E allora la consapevolezza e la partecipazione delle famiglie è fondamentale; loro devono mobilitarsi, perché la scuola è di tutti, ma soprattutto la loro e non devono darla per scontata.
- E ancora, è il momento della reazione allo smantellamento della scuola pubblica, anche perché è necessario salvare il modello educativo emiliano tra i primi al mondo, e che il mondo ci invidia, per qualità, specie per la scuola materna e la primaria. E' anche per questo, quindi, che io e tante altre migliaia di persone abbiamo aderito allo sciopero del 6 settembre scorso. Ancora una volta siamo a indicare a questo Governo che, anche se in regime di forte crisi, non si risparmia mai sulla scuola, ma anzi si deve investire con ancora più vigore, perché, questa sì, è una misura strategica che punta allo sviluppo e alla crescita del Paese ...; quella strategia che manca a tutti i livelli in questa manovra e quindi nelle capacità e nella testa di chi ci governa.
Il Capogruppo PD Nara Rebecchi
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