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Comunicato stampa

14 dicembre 2011 - Dichiarazione di Nara Rebecchi su assalto al campo ROM di Torino

 

COMUNICATO STAMPA DICHIARAZIONE DI INIZIO SEDUTA DELLA CONSIGLIERA PD NARA REBECCHI SULL'ASSALTO A UN CAMPO ROM DI TORINO

Una ragazza di sedici anni denuncia un falso stupro da parte di due stranieri e il corteo organizzato per protestare contro la violenza, con la gente ignara della menzogna, degenera in assalto e distruzione di un campo Rom alla periferia di Torino. Pensavamo che il linciaggio fosse una parola da film western, ma mai e poi mai che potesse avvenire nella civilissima Torino. Fino a qualche tempo fa era impensabile. Il sindaco Fassino ha gridato la piena condanna sua e della città per quell'atto di violenza e come sia inaccettabile che si dia luogo a manifestazioni di linciaggio nei confronti di persone per la sola ragione che sono cittadini stranieri, richiamando - da una parte -giustamente al rispetto di ogni persona, quale che sia il luogo in cui è nata, la lingua che parla, la religione che pratica, e - dall'altra - all'impegno a respingere chi vorrebbe far precipitare il Paese nell'intolleranza, nell'odio e nella violenza. E noi non possiamo che essere concordi con lui nel dire fermamente No ai linciaggi e a chi vuole far prevalere odio e violenza. Dobbiamo cancellare il concetto stesso di 'spedizioni punitive', espressione che deve restare relegata ai libri di storia. È, viceversa, compito della magistratura accertare cosa sia effettivamente avvenuto nella vicenda. Sì, perché non si fa mai giustizia da soli. Come non è ammissibile - MAI !, NEANCHE SE LO STUPRO FOSSE AVVENUTO (e fortunatamente non lo è stato) - non è ammissibile né giustificabile, mai, alcuna azione violenta, giustizialista e razzista. Non può, non deve passare l'idea che ci possa essere qualcuno, semplice cittadino che sia o qualche gruppo, che sta al di sopra degli altri. Neppure la rabbia, l'emarginazione e i pregiudizi possono giustificare episodi come quello al campo Rom di Torino. Anche perché a nessuno deve passare per la testa che i problemi si risolvono con la violenza. Meno che mai con la violenza nei confronti del 'diverso', dello 'straniero' solo perché tali. Non può, non deve passare l'idea che la violenza sia la strada per scaricare tensioni sociali, stati di disagio, arretratezza culturale, neanche in un periodo di crisi come è l'oggi; non sono una giustificazione. Ma il fatto va oltre il caso specifico di Torino; una città che, da sempre, ha dato esempio concreto di convivenza civile e non si identifica in quel manipolo che ha incendiato il campo Rom (attenzione: il fatto non va nemmeno sminuito riducendo gli assalitori a semplici ''bischeri''). Quanto avvenuto è un gesto inaccettabile, un segnale preoccupante di per sé, perché il razzismo non nasce improvvisamente, per caso, ma è frutto di un terreno fertile, costruito in questi ultimi anni, dove ogni giorno abbiamo sentito urlare ministri, sottosegretari, esponenti di un partito di governo, come la Lega, contro i neri, gli zingari, i rumeni..., li abbiamo sentiti dire che bisognava sparare sui barconi, costruendo un clima di odio, di rifiuto, non solo dell'immigrato, ma del diverso, della persona in sè. Anche fomentare consapevolmente l'odio razziale è reato e punito con la reclusione; viceversa oggi si è fatta una legge per mandare in galera chi ha il permesso di soggiorno scaduto. Io mi auguro che il nostro Paese, oggi, abbia una nuova opportunità, non solo per uscire dalla crisi economica terribile che l'attanaglia, ma anche dal degrado sociale e culturale in cui è stata scaraventata, augurandomi anche che possa ritrovare con la presenza dello Stato/Comunità - pur nelle difficoltà o proprio grazie a queste - quell'educazione, quella cultura, quel senso di solidarietà che ha sempre caratterizzato le nostre Comunità.

La Consigliera Nara Rebecchi

 
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