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Comunicato stampa

28 febbraio 2012 - Master universitario "Pio La Torre", primo contro le mafie

 
 

Presentato oggi in Giunta dall'assessore De Biasi

Prenderà il via nel prossimo anno accademico, presso l'Alma Mater di Bologna, il Master ''Pio La Torre'', primo master universitario espressamente dedicato alla ''Gestione e riutilizzo di beni e aziende confiscati alle mafie''. 

Questa importante iniziativa di approfondimento sui temi della legalità vedrà la fattiva compartecipazione della Provincia, sulla base della convenzione quadro stipulata il 13 dicembre 2010 tra i due enti. 

L'iniziativa, coordinata dalla professoressa Stefania Pellegrini, docente di Sociologia del Diritto e titolare dell'insegnamento ''Mafie ed Antimafia'' presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Bologna, è stata presentata questa mattina alla Giunta provinciale dall'Assessore all'Istruzione, Formazione, Lavoro, Giuseppe De Biasi. 

Scopo del Master è quello di offrire ai giovani laureati (e anche al personale della Provincia) uno spazio di formazione e arricchimento del proprio bagaglio di conoscenze in questo delicato ambito di lotta alla mafia. 

Il corso, che dà diritto ad accreditamento formativo e ad un attestato di frequenza, si articola in tre parti, ciascuna suddivisa in altrettante unità formative della durata complessiva di 200 ore, di cui il 30% fruibile in modalità e-learning. 

I docenti e gli esperti coinvolti, tutti di caratura nazionale, terranno le loro lezioni il venerdì pomeriggio ed il sabato mattina con cadenza settimanale. 

Nelle prime due unità formative si occuperanno di tracciare gli aspetti fondamentali delle Mafie al Nord nel loro lungo percorso di radicamento dal punto di vista imprenditoriale, affrontando successivamente gli aspetti propriamente giuridici che regolano la custodia e l'amministrazione dei beni confiscati. 

L'ultima unità, invece, sarà propriamente incentrata sulle importanti tematiche della riassegnazione e soprattutto della valorizzazione per scopi sociali di beni e aziende confiscati, con un focus sulle cooperative (come l'esempio virtuoso di ''Libera Terra'') che da tempo si battono per il riutilizzo di questi beni ed aziende, rendendosi protagoniste di attività a forte impatto sulla società civile e sul target giovanile. 

De Biasi ha sottolineato che ''al di là dei possibili sbocchi occupazionali, il master rappresenta un'occasione tanto inedita quanto significativa di formazione e ampliamento di una rete di conoscenze e iniziative legate alla promozione della legalità, puntando sugli effetti che il corso potrà portare in termini di arricchimento di una cultura della corresponsabilità tra i cittadini, nel contrasto alle mafie''. ''Si tratta di un modello - conclude De Biasi - da seguire e incentivare ai fini del radicamento di una cultura diffusa della legalità e della partecipazione attiva nella realizzazione di iniziative a difesa del territorio''.

 
 
 
 
A cura di:
Ufficio stampa
 
 

Data ultimo aggiornamento: 28-02-2012

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